Con “STUF” Andrea Castelli torna sul palco con uno dei monologhi più sinceri ed irriverenti della sua carriera. Dice che non sarà il suo ultimo spettacolo ufficiale, ma ci pensa… e proprio per questo assume il sapore speciale della confidenza senza filtri. Castelli racconta ciò che di solito un artista tiene per sè: imprevisti, fatica, teatri gelidi per caldaie convenientemente “in blocco”, di sipari elettrici che non si aprono, di comunisti e maccartisti, di Iliade e di Svizzera. Perfino della RAI. Non mancheranno le memorabili gaffes, i tormenti, ma anche le grandi soddisfazioni del duro mestiere di attore. Ne risulta una divertentissima chiacchierata che parla di tanti percorsi artistici, fatti di studio, volontà e passione, quella passione che non fa sentire la fatica. O la fa sentire solo dopo una certa età.


